
Mess.Veneto-L'EMERGENZA ISTRUZIONE
LA SITUAZIONE IN FRIULI VG L'EMERGENZA ISTRUZIONE di RUBEN COLUSSI Un intero c...


LA SITUAZIONE IN FRIULI VG
L'EMERGENZA ISTRUZIONE
di RUBEN COLUSSI
Un intero capitolo del programma di Intesa democratica era dedicato a istruzione e formazione, fattori decisivi si dichiarava non solo per un miglior esercizio dei diritti di cittadinanza, ma anche per migliorare il livello di competitività del Friuli Vg. Istruzione e formazione, in effetti, sono variabili con un peso notevole sulla capacità di competere di un territorio, nonostante la loro importanza venga spesso oscurata dall'attenzione dominante che viene invece dedicata alle voci di costo: costo del lavoro, prezzo dell'energia e delle materie prime, pressione fiscale.
Se la concorrenza fosse esclusivamente questione di costi, sarebbe inspiegabile il fatto che un paese come la Finlandia, dove il livello salariale e la pressione fiscale sono sensibilmente più alti rispetto all'Italia, occupi il primo posto nelle classifiche sulla competitività: l'ottimo funzionamento del sistema di istruzione di quel paese, in particolare nelle materie scientifiche, ha senz'altro un ruolo decisivo.
Dall'analisi del nostro sistema integrato di istruzione, formazione e ricerca emerge invece un quadro sconfortante (significativo un recente sondaggio secondo il quale un diplomato su 2 non sarebbe in grado di calcolare, per esempio, la percentuale data dal rapporto fra 3 e 25!). Allarmanti, poi, anche nel caso specifico del Friuli Venezia Giulia, i dati sulla dispersione scolastica. Questa situazione già precaria rischia un ulteriore peggioramento in seguito all'entrata in vigore della controriforma Moratti. Un allarmismo eccessivo? Purtroppo no, se si pensa a novità assolutamente deleterie come la riduzione del tempo scuola, l'anticipazione a 13 anni della scelta fra istruzione e formazione professionale, l'azzeramento della formazione degli adulti, l'individualizzazione dell'offerta scolastica.
Si tratta di una questione nazionale, è vero, ma le competenze attribuite alla Regione offrono comunque dei margini di intervento. Se non fosse così, Intesa democratica non avrebbe avuto motivo per attribuire tanta importanza all'istruzione e alla formazione nel suo programma elettorale. Quegli obiettivi devono incominciare a trovare un'attuazione concreta, inserita in un disegno organico che sappia superare il carattere episodico degli interventi attuati finora dalla giunta.
Ritengo sia arrivato il momento di pensare a una legge quadro, che si ponga da un lato l'obiettivo di superare una legislazione sostanzialmente vecchia e disorganica, dall'altro quello di mettere in rete tutti i soggetti interessati al governo del sistema regionale di istruzione e formazione. In termini di misure concrete, andranno rafforzati gli strumenti di programmazione a disposizione della Regione, degli enti locali, dell'amministrazione scolastica e delle parti sociali, bisognerà prestare una maggiore attenzione ai temi dell'educazione permanente, migliorare le forme di integrazione tra formazione professionale e istruzione, imprimere un forte impulso a un'educazione plurilingue, scelta strategica per una regione di confine come la nostra.
Quelli appena elencati sono soltanto alcuni dei possibili terreni di intervento, sui quali è indispensabile aprire un confronto che porti in tempi rapidi alla convocazione di una vera e propria conferenza regionale sulla scuola: sarà l'occasione per portare questi temi al centro dell'agenda politica e per tracciare le linee guida della futura legge quadro.
Segretario generale
Cgil Friuli Vg